“Lampada ai miei passi č la tua Parola”
“Pronti a rendere ragione della loro speranza”: questo piccolo brano della Prima lettera di Pietro è diventato in questi ultimi anni come una sorta di imperativo per i credenti cristiani. Icona del convegno di Verona del 2006 che ha tracciato il solco nel quale la Chiesa italiana è invitata a camminare in questo decennio, è stato ampiamente ripreso anche dal nostro vescovo.
E giustamente, dal momento che stiamo vivendo un passaggio di Chiesa epocale: una Chiesa non più maggioritaria e dunque ‘missionaria’ per definizione, che richiede a tutti – compresi i presbiteri: quest’anno è come sappiamo stato dedicato appositamente ad una riflessione sul senso prezioso di questa figura in un contesto come quello attuale - di mettere seriamente a fuoco se abbiamo davvero una speranza e quale sia e come sappiamo ‘mostrarla’ agli altri.
Proprio per questo, come comunità, abbiamo dato e stiamo dando tanto rilievo al tema della ‘formazione’ che ha visto in questo anno pastorale tanti appuntamenti nella nostra agenda parrocchiale: i cercatori di Dio, la figura del prete oggi, molti incontri con la ‘missione’ lontana e vicina… Precisamente in questa direzione la congregazione degli Stimmatini ha proposto, fra gli altri appuntamenti dedicati a fruttuose condivisioni fra laici e religiosi, un weekend (30 aprile-2 maggio) di riflessione e confronto sulla Parola e sulla sua obbligatoria centralità nella vita pastorale: un altro tema centrale nella Chiesa italiana se pensiamo che l’ultimo sinodo del vescovi è stato dedicato proprio a questo.
Della nostra comunità di Santa Croce abbiamo accolto questo invito in 13 persone, molto diverse per età, vita e impegni pastorali: 3 coppie di sposi, 1 coppia di sorelle, un prete – p. Lidio- , una suora, una giovane sposa e catechista, una vedova, un separato.
Siamo stati accolti in un luogo di per sé capace di suggerire la meditazione e la vicinanza al Signore: il monastero di Sezano (vicino a Verona), luogo di formazione e di discernimento della Congregazione (ricordiamo tutti i novizi che vivono e camminano spiritualmente lì sotto la guida di p. Stefano Senaldi), dove la Parola viene frequentata, celebrata e messa in relazione al vissuto quotidiano in modo davvero profetico.
P. Francesco Rossi ci ha dunque fatto riflettere sul tema “La Parola che nutre… e fa essere Chiesa”, dandoci anche la possibilità di un confronto fra noi (erano presenti anche le comunità parrocchiali di Parma e Foligno) in due laboratori. Ne sono scaturite della indicazioni molto preziose per noi, proprio per l’iniziativa del ‘Vangelo nelle case’: come pregare non per la realizzazione dei nostri obiettivi, ma perché si compia la ‘sua’ volontà, come fare della Parola ‘il’ metro e la ‘misura’ della nostra vita, come attualizzarla… Ma anche come ‘testimoniarla’… E qui il centro dell’attenzione è stato preso dai quei ‘ricomincianti’ che costituiscono la maggior parte delle persone con le quali la nostra comunità –e noi laici in particolare- siamo in contatto e che ‘devono’ costituire la nostra cura pastorale più forte: è stato detto in modo forte che se san Gaspare vivesse oggi, ne farebbe certamente uno dei suoi obiettivi pastorali primari. Ma avere a che fare con adulti da ‘introdurre’ alla fede vuol dire attrezzarsi in modo specifico: vuol dire accoglienza anziché condanna, vuol dire rispetto del vissuto altrui, vuol dire delicatezza, vuole dire pensare di poter ‘ricevere’ dagli altri e non solo di ‘ammaestrare’, vuol dire saper rispondere a domande inespresse e anche inconsce, vuol dire attenzione ai valori civili che uniscono e non separano e di cui la società ha tanto bisogno…
Domenica mattina, p. Silvano Nicoletto ci ha presentato poi un po’ lo ‘stile’ di Sezano che è stato insieme come un flash sul volto di Chiesa che possiamo e dobbiamo offrire: accogliente, fedele al Vangelo anche se questo vuol dire essere scomodi e ‘patire’ questa scomodità, una Chiesa che non ama i riflettori, che ama più i perdenti e i piccoli piuttosto che i vincitori e i potenti, una Chiesa che fa domande alla società e ne diventa la coscienza critica, piuttosto che voler sempre fornire una risposta per tutto, una Chiesa che guarda alla ‘polis’ e ai suoi problemi senza fare 'politica', una Chiesa che ha sempre un posto in più per l’ultimo arrivato…
E giustamente, dal momento che stiamo vivendo un passaggio di Chiesa epocale: una Chiesa non più maggioritaria e dunque ‘missionaria’ per definizione, che richiede a tutti – compresi i presbiteri: quest’anno è come sappiamo stato dedicato appositamente ad una riflessione sul senso prezioso di questa figura in un contesto come quello attuale - di mettere seriamente a fuoco se abbiamo davvero una speranza e quale sia e come sappiamo ‘mostrarla’ agli altri.
Proprio per questo, come comunità, abbiamo dato e stiamo dando tanto rilievo al tema della ‘formazione’ che ha visto in questo anno pastorale tanti appuntamenti nella nostra agenda parrocchiale: i cercatori di Dio, la figura del prete oggi, molti incontri con la ‘missione’ lontana e vicina… Precisamente in questa direzione la congregazione degli Stimmatini ha proposto, fra gli altri appuntamenti dedicati a fruttuose condivisioni fra laici e religiosi, un weekend (30 aprile-2 maggio) di riflessione e confronto sulla Parola e sulla sua obbligatoria centralità nella vita pastorale: un altro tema centrale nella Chiesa italiana se pensiamo che l’ultimo sinodo del vescovi è stato dedicato proprio a questo.
Della nostra comunità di Santa Croce abbiamo accolto questo invito in 13 persone, molto diverse per età, vita e impegni pastorali: 3 coppie di sposi, 1 coppia di sorelle, un prete – p. Lidio- , una suora, una giovane sposa e catechista, una vedova, un separato.
Siamo stati accolti in un luogo di per sé capace di suggerire la meditazione e la vicinanza al Signore: il monastero di Sezano (vicino a Verona), luogo di formazione e di discernimento della Congregazione (ricordiamo tutti i novizi che vivono e camminano spiritualmente lì sotto la guida di p. Stefano Senaldi), dove la Parola viene frequentata, celebrata e messa in relazione al vissuto quotidiano in modo davvero profetico.
P. Francesco Rossi ci ha dunque fatto riflettere sul tema “La Parola che nutre… e fa essere Chiesa”, dandoci anche la possibilità di un confronto fra noi (erano presenti anche le comunità parrocchiali di Parma e Foligno) in due laboratori. Ne sono scaturite della indicazioni molto preziose per noi, proprio per l’iniziativa del ‘Vangelo nelle case’: come pregare non per la realizzazione dei nostri obiettivi, ma perché si compia la ‘sua’ volontà, come fare della Parola ‘il’ metro e la ‘misura’ della nostra vita, come attualizzarla… Ma anche come ‘testimoniarla’… E qui il centro dell’attenzione è stato preso dai quei ‘ricomincianti’ che costituiscono la maggior parte delle persone con le quali la nostra comunità –e noi laici in particolare- siamo in contatto e che ‘devono’ costituire la nostra cura pastorale più forte: è stato detto in modo forte che se san Gaspare vivesse oggi, ne farebbe certamente uno dei suoi obiettivi pastorali primari. Ma avere a che fare con adulti da ‘introdurre’ alla fede vuol dire attrezzarsi in modo specifico: vuol dire accoglienza anziché condanna, vuol dire rispetto del vissuto altrui, vuol dire delicatezza, vuole dire pensare di poter ‘ricevere’ dagli altri e non solo di ‘ammaestrare’, vuol dire saper rispondere a domande inespresse e anche inconsce, vuol dire attenzione ai valori civili che uniscono e non separano e di cui la società ha tanto bisogno…
Domenica mattina, p. Silvano Nicoletto ci ha presentato poi un po’ lo ‘stile’ di Sezano che è stato insieme come un flash sul volto di Chiesa che possiamo e dobbiamo offrire: accogliente, fedele al Vangelo anche se questo vuol dire essere scomodi e ‘patire’ questa scomodità, una Chiesa che non ama i riflettori, che ama più i perdenti e i piccoli piuttosto che i vincitori e i potenti, una Chiesa che fa domande alla società e ne diventa la coscienza critica, piuttosto che voler sempre fornire una risposta per tutto, una Chiesa che guarda alla ‘polis’ e ai suoi problemi senza fare 'politica', una Chiesa che ha sempre un posto in più per l’ultimo arrivato…
Claudia D. F.
Autore: matteo
Autore ultima modifica: matteo
Dal 17/05/10 questo articolo è stato visitato 170 volte
Sezioni: Catechesi adulti
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